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Come una fiaba

Tutto ha avuto inizio da un desiderio grande, mio personale, di poter disporre di un luogo dove accogliere le persone che per me sono ‘famiglia’: la casa in cui abito è deliziosa, ma anche molto piccola, e già in sei ci si sta stretti. Pensare di trascorrerci un Natale o un Capodanno con i miei ‘famigli’ tutti riuniti… quasi impossibile! Sicché mi ero orientata a vendere casa di mamma per acquistare un rustico, dalle parti di Acquapendente.

Perché proprio Acquapendente? Perché mi sono innamorata dei suoi boschi e dei suoi sentieri; perché i colori che tingono le sue campagne sono nei ricordi di quando ero bambina e passavo le estati a Bolsena. E perché negli ultimi dieci anni vi ho conosciuto delle belle persone e intrecciato piacevolissimi legami.

Spargendo voce tra i conoscenti di Acquapendente affinché mi aiutassero a trovare un rustico che tra dimensioni e ristrutturazioni fosse compatibile con quanto avrei potuto disporre dalla vendita della casa di mamma, sono venuta a sapere che la Riserva Naturale di Monte Rufeno cercava una cooperativa o un’associazione alla quale affidare in gestione il Casale Marzapalo.

Erano un po’ di anni che non passavo dalle sue parti, ma ricordavo piuttosto bene il Marzapalo. Ho chiamato subito Marco e fissato un incontro con i Guardiaparco. Siamo saliti al Marzapalo il 14 dicembre 2013: giornata con cielo pulito e colori di smalto. E non appena lo abbiamo visto, Marco ed io abbiamo sentito (di quel ‘sentire’ che è unisono di sensi e cuore) che poteva davvero essere il luogo attorno al quale dare concretezza a tante nostre idee. Abbiamo sentito che la Bellezza (del casale, della radura sulla quale sorge, del bosco e della natura tutta che lo circonda, dei sentieri che lo raggiungono…) ci interpellava, e ci chiedeva di comprometterci affinché potesse essere goduta.

Per decidere ci è bastato meno di un secondo: ci siamo detti ‘diamo vita a un’Associazione e attorno al Marzapalo realizziamo percorsi educativi’: che il Marzapalo possa essere un luogo-rifugio per bambini, ragazzi, giovani che desiderino vivere il bosco, ascoltare la sua voce e la voce delle creature che lo abitano nelle ore più tarde della sera o nelle prime del mattino. Ci siamo detti: ottimizziamolo per Vacanze di Branco/Cerchio, per campi scuola o parrocchiali; ma anche per campi invernali di Reparto e occasioni di servizio per RS; e per campi o corsi di formazione (CFM, Campi Bibbia, seminari). E poi… nei mesi in cui i gruppi giovanili si muovono meno, mettiamolo comunque a disposizione di quelle famiglie che volessero trascorrere un fine settimana tranquillo: un po’ di trekking, un giro in mountain bike… per ritrovarsi la sera davanti a un caminetto e lasciarsi affascinare dal crepitio del fuoco e da un racconto.

La coincidenza più sorprendente – se di coincidenza, e non di Altro, vogliamo proprio parlare – è che il nome originario del casale fosse ‘Marzapane’. Chi di voi mi conosce meglio, sa la mia passione per le fiabe popolari: mi affascinano i loro simboli, le immagini e le parole che usano per esprimere i significati e il senso più profondi delle esperienze umane. Per cui un’altra idea che a me personalmente piacerebbe prendesse forma attorno al Marzapalo è un intreccio di percorsi dedicati alle fiabe: tracce da seguire per arrivare alla casa dei nani di Biancaneve, o al roveto che crebbe attorno alla Bella addormentata…

E poi dovete sapere che a mezz’ora di strada a piedi dal Marzapalo c’è un piccolo museo di geologia, gestito dai Guardiaparco; e che in un’oretta si raggiunge il Casale delle Tradizioni Contadine; e in un paio di ore si arriva sulla punta più alta del Monte Rufeno dove sorge un Osservatorio Astronomico, e si può contattare l’Associazione che lo gestisce e chiedere di poter osservare il cielo di notte. E sulla china del bosco di fronte, dall’altro lato del Torrente Paglia, c’è il Museo del Fiore, unico nel suo genere, e il Bosco del Sasseto che con i suoi alberi secolari è un monumento naturale. E il borgo di Torre Alfina, uno dei borghi più belli d’Italia…

Se poi vi chiedete che fine ha fatto quel sogno di un luogo dove trascorrere il Natale o il Capodanno con i miei ‘famigli’ dal quale ero partita, state pure tranquilli per me perché, oltre ai locali grandi a disposizione degli ospiti, oltre al fienile trasformato in refettorio, oltre alle stalle trasformate in deliziose camerette, il Marzapalo ha anche una grande cucina abitabile (con caminetto) e una camerona da letto che sembrano fatti su misura per ospitare quel mio sogno.

Questa è la storia dell’adozione del Casale Marzapalo da parte dell’Associazione di Promozione Sociale Hansel e Gretel: una storia fatta di un passato ancora brevissimo, ma di un futuro che si prospetta lungo negli anni e pieno delle tante esperienze che vivremo insieme.

Buon cose a tutti.

Elisa

Nido di Cinciallegre su un davanzale del casale
Sentiero che dalla valle sale al Casale Marzapalo
 
Il Castello di Torre Alfina così come si vede
scendendo dal Marzapalo a valle
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